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In un periodo di grande riscoperta delle bande, Sebastiano Bell'Arte, direttore dell'Associazione Almus Banda di Avola, ma anche cornista di Banda Ionica, uno dei più interessanti progetti dedicati negli ultimi anni alla rivalutazione di questo complesso musicale, ha pensato e realizzato un lavoro forse più tradizionale, ma filologicamente molto interessante: il recupero di repertori bandistici originali siciliani del primi anni del secolo scorso.

 

L'operazione è rilevante per più motivi. Innanzitutto perché evita la dispersione di un patrimonio musicale che altrimenti rischierebbe di essere irrimediabilmente dimenticato - ed infatti la stessa ricerca è stata arduamente condotta negli archivi delle associazioni musicali sicule. Poi perché permette di far rivivere questa tradizione abbandonata proprio a chi ne sarebbe dovuto essere legittimo depositario, ovvero i nipoti di coloro che le hanno suonate all'epoca e che oggi hanno preso il posto dei loro nonni nelle bande paesane.

Neri Pollastri - All about jazz

 

Il favorevole riscontro di pubblico e di critica che ha accompagnato l'ardito progetto di recupero e riproposizione in chiave contemporanea delle sonorità bandistiche siciliane operato con grande partecipazione e senso critico dalla Banda Ionica, trova una sorta di continuazione e di approfondimento in questo "'A Banna" proposto dalla Banda di Avola.

 

L'incisione della Banda di Avola è decisamente indirizzata verso una dimensione senz'altro poco intellettuale e l'angolazione ludica e la componente del puro divertimento appaiono evidenti sin dalle prime note. Questo perché Barovero e il maestro Sebastiano Bell'Arte, si sono trovati d'accordo nel recupero di brani degli anni '20 del '900, una serie di marce sprizzanti gioia e ironia capaci di suscitare anche ai nostri giorni grande entusiasmo sia negli esecutori che nel pubblico.

Felmay